Bocchignano

In posizione strategica, arroccato su una rupe alla confluenza di tre torrenti, difeso da tre cinte di mura, con una sola entrata con ponte levatoio, l’antico e fiero Castrum Buccinianum oggi Bocchignano è tra i più antichi e nobili castelli della Sabina. Probabilmente i primi a fortificare lo sperone di roccia sul quale sorge il castello furono i romani, e se ne troverebbe conferma sia nella struttura quadrettata del paese che nelle incisioni del filetto, gioco tipico dei militari romani durante i turni di guardia. L’origine del toponimo è ancora oggi incerta: secondo alcuni deriverebbe dalla buccina, antica tromba di guerra costituita da un lungo tubo ricurvo di bronzo, col quale negli accampamenti romani venivano dati i segnali militari; secondo altri dall’esistenza di un tempio della dea sabina Vacuna, e a dar forza a questa ipotesi il fatto che in alcuni Instrumenti – atti pubblici, redatti da un notaio secondo le formalità d’uso – il castello veniva chiamato Vaconianum. Le prime notizie documentate della sua esistenza risalgono al 939 (Cronichon e Regesto Farfense di Gregorio da Catino) quando Teodoranda e il marito Ingebaldo conte di Sabina, donano due terzi del castello e delle relative pertinenze alla vicina Abbazia di Farfa, consegnandone simbolicamente le chiavi all’abate Campone e trasformando di fatto Bocchignano da franco e pagano a longobardo e cristiano. Da allora, nonostante le contese tra alcune potenti famiglie aristocratiche come i Crescenzi e i Sant’Eustachio e un tentativo nel 1153 di organizzarsi come Libero Comune, il castello restò sempre sotto l’influenza della Signoria Farfense. Appodiato di Poggio Mirteto nella prima metà dell’ottocento, nel 1853 divenne comune indipendente, ma nel 1880 – con decreto del presidente del Consiglio Agostino Depretis – fu designato definitivamente frazione di Montopoli di Sabina.

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Erected in a strategic location, perched on a cliff at the confluence of three rivers and guarded by three surrounding walls with only one entrance through a drawbridge, the ancient and proud Castrum Buccinianum, today Bocchignano, is one of the most ancient and noble castles of the Sabine Region. The first to fortify the rocky outcrop where the castle stands were probably the Romans, and it is confirmed by both the gridded structure of the country and the Filetto (thread) incisions, typical game of Roman military during the guard duty. Nowadays, the toponym origin is still uncertain: someone confirms it derives from the bugle, old trumpet of war consisting of a long curved tube of bronze, through which military signals were given in the Roman camps; someone asserts the existence of a temple of the goddess Sabina Vacuna, and to give strength to this hypothesis the fact that in some Instrumenti – public documents, drawn up by a notary in accordance with the usual formalities – the castle was called Vaconianum. The first documents stating its existence date back to 939 (Cronichon and Farfense Summary of Gregorio da Catino), when Teodoranda and her husband, Count Ingebaldo, gave two-thirds of the castle and its outbuildings to the nearby Farfa Abbey, delivering the keys to the abbot Campone making Bocchignano, previously Frank and pagan, Lombard and Christian. Since then, despite the disputes between some powerful aristocratic families such as the Crescenzi and the Sant’ Eustachio and an attempt in 1153 to organize themselves as a Free City, the castle always remained under the influence of Farfa’s dominion. Enfeoffed of Poggio Mirteto in the early nineteenth century, in 1853 it became an independent municipality, but in 1880 – by decree of the President of Agostino Depretis Council – was finally designated fraction of Montopoli di Sabina.





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